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Tenuta Fratini nella storia di Bolgheri


🍷 Un viale, un vino, una visione

Nel cuore di Bolgheri, tra viali ombrosi, ruderi medievali e filari ordinati, sorge Tenuta Fratini, una tenuta vitivinicola che è anche laboratorio di bellezza, ricerca e narrazione; un progetto enologico di respiro internazionale.


i vini

Hortense

Hortense è il simbolo della Tenuta: un blend elegante e profondo di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon dedicato a Hortense de la Gándara, dama di corte cosmopolita e anticonvenzionale.Un vino che riflette la sua personalità: potente e raffinata, misteriosa e luminosa.


Harte

Harte è un Bolgheri Superiore DOC composto da Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot.Espressione del territorio, grazie a suoli di flysch e galestro, esposizioni ideali e micro-parcelle selezionate con precisione. Tannini eleganti, grande struttura, e un futuro promettente in bottiglia.


*(Il motivo del nome non l'ho chiesto, ma suppongo che sia dovuto alla storia e all'arte di cui l'azienda è circondata. Passeggiando tra l'azienda è possibile scorgere diverse opere d'arte.)


Clinio

Clinio è un IGT Toscana dal taglio bordolese (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon), il cui nome richiama la cultura etrusca (*nel corso della storia sono stati rinvenuti diversi reperti della cultura etrusca). Affinato in barrique di secondo e terzo passaggio, con lieviti spontanei e uve selezionatissime, esprime un’eleganza accessibile e profonda.



L’anima scientifica

lo studio dei terreni e la vigna sperimentale


il team enologico

Tenuta Fratini è seguita da: Eric Boissenot, l’enologo dei Premier Cru di Bordeaux, al suo primo progetto in Bolgheri.

Con lui, Emiliano Falsini, tra i più raffinati interpreti del vino toscano contemporaneo.


Un progetto scientifico senza precedenti

Prima di piantare anche solo un ceppo, la tenuta ha avviato uno studio dei suoli tra i più avanzati d’Europa, coinvolgendo geologi e specialisti come Pedro Parra (Cile), Xavier Choné, Nelson Muñoz Jara e Françoise Vannier.


Tecnologie di ultima generazione (EMC, MRS) hanno analizzato oltre 1.000 ettari, ma solo 28 sono stati impiantati a vite, suddivisi in micro-parcelle da 0,1 a 0,5 ettari.

Ognuna con portainnesti e varietà specifici per rispondere alle caratteristiche del suolo e del microclima.


La vigna sperimentale

Nel cuore della tenuta si trova anche una vigna sperimentale unica in Italia: piccolissime parcelle dedicate a sperimentare sistemi di allevamento, densità di impianto e combinazioni varietali.Ogni singola particella viene vinificata separatamente: è da qui che nascono i vini Hortense, Harte e Clinio, espressioni pure e complesse del territorio.


la tenuta



🌿 I caprioli tra i filari

Camminare nei viali ombrosi della tenuta, dove un tempo cavalcava Hortense, è un’esperienza immersiva: tra il fruscio delle foglie, capita di incrociare una famiglia di caprioli che attraversa le vigne.

I capanni nel bosco richiamano il mood safari, offrendo un pranzo bucolico in mezzo alla natura più autentica.


🏰 La Torre di Donoratico

Dalla tenuta si intravede la Torre di Donoratico, antico rudere della famiglia Della Gherardesca, intriso di storie, leggende e mistero. Un punto panoramico che regala suggestioni medievali e bellezza senza tempo.


🎨 Arte contemporanea tra i filari

La Tenuta ospita anche opere d’arte contemporanea tra vigne e bosco, pensate per integrarsi nel paesaggio.L’architettura fonde rustico e moderno con equilibrio, riflettendo lo spirito visionario del progetto.


La visita


A guidarci è stato Davide Dalterio, con la sua passione e una profonda conoscenza del progetto, capace di connettere tecnica e storia. Nel suo ruolo, Davide ha l’obiettivo di andare oltre i cliché legati alla sabbia e al sole, mostrando invece la complessità del territorio: vigne su rocce metallifere, boschi che sovrastano il mare e micro-terroir ricchi di sfumature.


 
 
 

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