Sergio Dondoli
- Veronica Nembrini

- 17 nov 2024
- Tempo di lettura: 3 min

il genio del gelato artigianale e la sua filosofia del "latte felice"
Tra i vicoli incantati di San Gimignano, uno dei borghi più belli d’Italia, si cela una gemma gastronomica che attira visitatori da ogni angolo del mondo: la Gelateria Dondoli. Qui il maestro gelatiere Sergio Dondoli, figura carismatica e visionaria, ha trasformato l’arte del gelato in un racconto di eccellenza e sostenibilità.
La rivoluzione biodinamica nel gelato
Sergio Dondoli non è solo un gelatiere; è un innovatore che ha rivoluzionato il settore, riportandolo alle sue radici più autentiche. Uno dei suoi segreti? L’utilizzo di latte biodinamico, un ingrediente raro e prezioso, considerato che solo il 3% delle gelaterie italiane fa affidamento a materie prime di qualità garantita. Questo dato è ancora più significativo se pensiamo che in Italia esistono oltre 37.000 gelaterie.
Il latte di Sergio
A differenza dei latti industriali, il latte biodinamico conserva intatte le sue proprietà naturali, grazie al rispetto per il ciclo vitale degli animali. "Mucche felici producono un latte migliore," spiega Dondoli. Le sue mucche, allevate nella campagna toscana, vivono in un ambiente sereno, libero dallo stress, senza antibiotici e alimentate con insilato di mais non intensivo. Questa filosofia non solo garantisce un sapore eccezionale, ma sostiene anche la salute degli animali, che raggiungono un’età media di 16-18 anni, ben oltre i 30 mesi tipici degli allevamenti intensivi.
Agli inizi degli anni ’90, Dondoli ha iniziato la sua collaborazione con Fabio, un pioniere della prima fattoria biodinamica italiana, dimostrando un impegno concreto verso la qualità e la sostenibilità.

Il gelato: un alimento salutare
Il 55% di un gelato è latte, e Sergio Dondoli non lascia nulla al caso. Il suo gelato è un vero e proprio alimento, non un semplice dessert. La frutta biologica compone circa il 65% dei gusti alla frutta, con ingredienti locali e stagionali che rendono ogni assaggio un’esperienza unica.
La cura nella scelta degli ingredienti non si limita al latte e alla frutta. Tra le sue creazioni più celebri spiccano il "Crema di Santa Fina" (con zafferano e pinoli locali), un omaggio al territorio, e il "Champelmo", un gusto fresco a base di pompelmo rosa e spumante.
L’arte del gelato e il racconto di Happy Life
La passione di Dondoli per il gelato si intreccia con il cinema: è protagonista di Happy Life, un film che celebra la sua vita, la gioia e i piccoli piaceri quotidiani. Presentato in concorsi prestigiosi come Montreal, Cannes e Taormina, il film riflette la sua filosofia: il gelato non è solo cibo, ma anche cultura, condivisione e arte.
Le radici di un maestro
Sergio Dondoli è figlio unico e porta con sé una storia affascinante, in cui la parola “gelataio” ha avuto un ruolo fondamentale già dalla tenera età, ma questo è un racconto che riserba a sé stesso. Prima di fondare la sua gelateria, ha maturato un’esperienza significativa nella ristorazione in Germania, dove ha affinato la sua attenzione per i dettagli e la qualità. Tornato in Italia, ha scelto San Gimignano come culla della sua creatività.

Un legame con la storia
Il gelato, come sottolinea Dondoli, ha radici profonde nella cultura italiana. Fu Caterina de' Medici, nel 1533, a introdurre in Francia l’arte del gelato grazie ai suoi chef fiorentini. È una storia che attraversa secoli, da Ruggeri, il polliere alchimista della regina, a Buontalenti, l’architetto che trasformò la ricetta in una vera e propria tradizione.

Oltre il gelato: un messaggio universale
Dondoli ci ricorda che il gelato è più di un prodotto: è un simbolo di felicità e sostenibilità. Le sue scelte, dalle mucche felici al rispetto per gli ingredienti, sono un messaggio forte in un mondo che spesso dimentica il valore delle cose semplici e genuine.
Visitare la Gelateria Dondoli non è solo un’esperienza gastronomica, ma un viaggio attraverso l’eccellenza italiana. Ogni gusto racconta una storia, ogni cucchiaiata è un invito a scoprire la bellezza della vita, un passo alla volta, come un uccello del paradiso che danza per celebrare l’amore.




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