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🍷 Podere La Regola, arte, storia e passioni di famiglia

18 mar
Tempo di lettura: 2 min






Avevo già incontrato questa azienda qualche anno fa, grazie a un bianco che mi aveva colpita per una ragione molto precisa: aveva un’impronta quasi “chablisienne”, con quella tensione, quella pulizia e soprattutto quella capacità di farti pensare al tempo e alla sua evoluzione.

E, dopo questa degustazione, quella sensazione è stata più che confermata.


Un assaggio completo

Durante la degustazione ho avuto modo di assaggiare l’intera gamma.

Alcuni vini erano stati imbottigliati da poco, una fase in cui spesso emergono chiusure, squilibri o rigidità.

In questo caso, invece, ho trovato un naso vivace e una pulizia stilistica evidente, accompagnata da una chiara prospettiva evolutiva.

Tradotto: vini già godibili, ma che hanno ancora tanto da dire.

Ed è una combinazione tutt’altro che scontata.


Gli spumanti

Podere La Regola ne produce diverse tipologie, ma ciò che li accomuna è lo stile:

dosaggio zerogrande complessità aromaticabollicina elegante, mai aggressiva

Ma soprattutto sono spumanti gastronomici.

Ognuno ha un carattere definito: sono vini che si mangiano, che riempiono il palato, che accompagnano il cibo e lo amplificano.

E questa è una direzione molto chiara.


Coerenza: la vera firma dell’azienda

C’è una linea precisa tra quello che l’azienda racconta, quello che costruisce fisicamente e quello che poi ritrovi nel bicchiere.

Questa coerenza si traduce in uno stile riconoscibile: pulito, elegante, mai urlato, ma con profondità.


La cantina: estetica, arte e intenzione

Entrare in cantina non è solo una visita tecnica.

È un’esperienza costruita, dove si percepisce un’attenzione rigorosa per il luogo di lavoro, che si riflette direttamente nei vini.

Poi c’è l’arte.

Installazioni lungo il percorso, ma soprattutto la barriccaia.

Si entra e c’è un cartello: niente telefono.

Non per estetica. Per presenza.

La stanza è inizialmente buia, poi dalla penombra si passa alla luce che si apre e rivela una parete affrescata lunga 46 metri.

Un racconto visivo che parla della società e dell’evoluzione dell’uomo.


Un luogo che ha radici profonde (letteralmente)

E poi c’è un dettaglio che cambia tutto.

Durante la realizzazione della cantina sono stati ritrovati resti etruschi, tra cui anfore vinarie.

In quel luogo si faceva vino più di 2000 anni fa.

E a quel punto non sei più dentro una semplice degustazione.

Sei dentro un gesto che si ripete da secoli.

Lo stesso territorio, lo stesso vino, epoche diverse.


Podere La Regola ha una filosofia ben precisa, che si racconta

e si percepisce chiaramente.


 
 
 

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